Un documento pubblico italiano, come un certificato o una sentenza, all'estero non vale da solo: il paese che lo riceve vuole sapere che è autentico. A questo serve l'Apostille.
Che cos'è
È un timbro ufficiale che certifica la firma del funzionario che ha rilasciato il documento. Vale nei paesi che hanno aderito alla Convenzione dell'Aja.
Chi la mette
- Prefettura: per i certificati del Comune, come nascita, residenza e matrimonio, e per molti atti amministrativi.
- Procura della Repubblica: per i certificati del Tribunale, come casellario e carichi pendenti, e per gli atti notarili e giudiziari.
E nei paesi che non la accettano?
Lì serve la legalizzazione: prima in Italia e poi al consolato del paese di destinazione. I tempi sono più lunghi, quindi conviene muoversi in anticipo.
Quando basta l'estratto plurilingue
Per nascita, matrimonio e morte esiste un modello in più lingue che in molti paesi vale senza traduzione e spesso senza Apostille. Prima di chiedere tutto il resto conviene verificare se basta questo.
La traduzione
Se il paese vuole il documento nella sua lingua serve una traduzione giurata. Attenzione all'ordine: a volte l'Apostille va messa prima della traduzione, a volte anche sulla traduzione.



